
4€ 11° année - n° 66 NOVEMBRE - DECEMBRE
2003
Per una cittadinanza europea di
residenza
In occasione del Forum Sociale Europeo,La Lettre de la Citoyenneté
pubblica questo numero speciale
in cinque lingue per far conoscere
la battaglia per una cittadinanza europea di residenza.
La Lettre de la Citoyenneté
Nel 1987, ad Amiens (Francia), comune governato dalla sinistra, vengono eletti dagli stranieri residenti quattro consiglieri per partecipare al consiglio municipale.
Per sostenere e far conoscere questa iniziativa viene creata nel 1988 l’ASECA (Associazione di sostegno alla partecipazione delle comunità dei cittadini di Amiens). Obiettivo di questa associazione è, più in generale, la promozione della cittadinanza e dei diritti civili dei residenti stranieri. A questo scopo, pubblica, dal gennaio 1993, La Lettre de la Citoyenneté che, con cadenza bimestrale, fa il punto in materia di diritti politici degli stranieri e di accesso alla nazionalità dei paesi di residenza, in Europa e nel resto del mondo.
La Lettre de la Citoyenneté promuove ogni anno
un sondaggio in Francia per monitorare l’opinione pubblica sull’argomento:
a settembre 2003 il 57% delle persone interrogate si sono dichiarate favorevoli
al diritto di voto dei residenti stranieri alle elezioni municipali ed
europee, contro il 28% dell’aprile del 1996. La Lettre nel 2000 ha condotto
un sondaggio nei 15 paesi dell’UE sull’estensione del diritto di voto alle
elezioni europee. Cerca dei partner in Europa per ripetere questo tipo
di operazione prima delle europee del 2004.
La lotta per il diritto di voto degli stranieri in Francia
Iniziata negli anni ottanta attorno al collettivo "Vivo qui, voto qui", la lotta per i diritti politici dei residenti stranieri è ripresa qualche anno dopo da tre collettivi che operano di concerto e raggruppano numerose associazioni ed organizzazioni politiche: "Stesso suolo, stessi diritti = stessa voce", "Un(a) residente, una voce" e "Per una vera cittadinanza europea". Questi collettivi avevano quale obiettivo, in particolare, quello di ottenere il diritto di voto alle municipali prima delle elezioni del 2001. L’accoglimento, il 3 maggio 2000, da parte dell’Assemblea Nazionale di una proposta di legge sul diritto di voto alle elezioni comunali dei residenti stranieri, non si concretizza per mancanza di un voto al Senato e di una reale volontà del governo di sinistra di portare avanti questo obiettivo.
Negli altri paesi europei
Neuchatel, in Svizzera aveva dato l’esempio fin dal 1850. Numerosi paesi hanno concesso il diritto di voto e di eleggibilità a tutti i residenti stranieri per le elezioni municipali: l’Irlanda nel 1963 poi la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, i Paesi Bassi e, più recentemente, la Finlandia. Nel Regno Unito, i cittadini del Commonwealth hanno diritto di voto e di eleggibilità a tutte le elezioni. Spagna e Portogallo concedono il diritto di voto agli stranieri in caso di reciprocità. Strutture consultive di residenti stranieri sono presenti in numerose città della Germania, Austria, Belgio, Italia, Lussemburgo…..
Il trattato di Maastricht del 1992, accordando il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali ed europee ai soli cittadini di altri paesi dell’Unione Europea, ha migliorato i diritti civici di un numero importante di stranieri ma ha creato delle nuove disuguaglianze. 10 anni dopo solo il Lussemburgo ha concesso agli "extracomunitari" il diritto di voto, senza eleggibilità, alle elezioni comunali. Una legge è in discussione anche in Belgio. Altrove, come in Francia, alcune associazioni si mobilitano per estendere a tutti i residenti stranieri i diritti ottenuti dai cittadini dell’UE. Inoltre, il Consiglio d’Europa ed il Parlamento europeo hanno più volte preso posizione a favore del diritto di voto di tutti i residenti stranieri.
Una cittadinanza europea di residenza
Numerose associazioni ritengono che oggi sia necessario eliminare le grandi disuguaglianze create da Maastricht : riconoscere gli stessi diritti a tutti i residenti stranieri qualunque sia la loro nazionalità e per far questo, creare una cittadinanza europea di residenza. Questa rivendicazione è stata presentata alla Convenzione sull’avvenire dell’Europa, ma non è stata ripresa nel progetto sottoposto ai governi. La mobilitazione dei militanti dei diritti civici, delle associazioni di immigrati e di tutela deve essere perseguita in tutti i paesi dell’Unione europea.
E’ per questo che La Lettre partecipa attivamente alla richiesta di inserire la cittadinanza europea di residenza nella costituzione della UE. E’ necessario raccogliere un milione di firme.
Contattateci se volete aiutarci nella nostra azione a favore di questa battaglia per la CITTADINANZA EUROPEA DI RESIDENZIA.